Fonte: www.glassrbije.org
Incidenti
durante le elezioni amministrative in Kosovo
04. 11. 2013. - 19:39 -- MRS
Dopo il primo turno delle elezioni amministrative in Kosovo, in base al 90%
delle schede contate, sono stati eletti 10 sindaci. In 24 comuni il 1 settembre
sarà tenuto il secondo turno. Per quattro comuni serbi nel nord del Kosovo
non sono stati resi noti i risultati, ha comunicato la commissione elettorale.
Durante le elezioni nel Kosovo settentrionale sono accaduti incidenti. La
polizia kosovara ha arrestato alcune persone. Sul sito della commissione
elettorale del Kosovo è stato pubblicato che nel primo turno sono stati eletti
i sindaci dei comuni di Decane, Glogovac, Stimlje, Kosovo Polje, Istok,
Kačanik, Podujevo, Djeneral Jankovic, Mamusa i Srbica. Nei comuni con la
maggioranza serba che si trovano a sud del fiume Ibar, a Strpce, Novo
Brdo, Klokot, Partes e Ranilug, sarà tenuto il secondo turno. Non si sa ancora
se nel comune serbo di Gracanica, vicino Pristina, sarà tenuto il secondo
turno, o se l’Iniziativa civica serba abbia ottenuto la vittoria.
Seggi elettorali a Kosovska Mitrovica sono stati chiusi
03. 11. 2013. - 18:59 -- MRS
I seggi elettorali nella scuola elementare Santo Sava a Kosovska Mitrovica
settentrionale sono stati chiusi alle ore 17, dopo che le persone ignote, che
sono state mascherate, hanno distrutto il materiale elettorale e hanno
gettato i lacrimogeni. I vetri delle finsetre sono stati rotti. Davanti alla
scuola si trova la polizia. Il personale dell'OSCE è stato evacuato.
La polizia kosovara ha arrestato una persona,
Vucic ha chiesto il permesso che la Serbia intervenga a Kosovska Mitrovica
settentrionale
03. 11. 2013. - 18:59 --
Il primo vice premier serbo Aleksandar Vucic ha chiesto alla comunità
internazionale di permettere alle autorità serbe di intervenire 45 minuti, dopo
che gli estremisti hanno aggredito i seggi elettorali nella scuola
elementare Santo Sava a Kosovska Mitrovica settentrionale. Gli estremisti serbi
hanno rotto le scatole che contengono le schede elettorali nella Scuola di
medicina, la Scuola delle tecnologie e nella Scuola elementare Santo Sava,
perché nella serata i cittadini serbi si sono recati in massa verso i seggi
elettorali. Sono scoppiate le risse. La polizia ha gettato lacrimogeni.
Secondo le informazioni ufficiose negli incidenti nessuno è sato ferito
Pantic: alla Serbia deve essere permesso di mettere sotto controllo la
situazione
03. 11. 2013. - 20:38 --
Il candidato sindaco di Kosovska Mitrovica settentrionale dell’Iniziativa
civica Serba Krstimir Pantic ha chiesto dopo gli incidenti ai seggi elettorali
nella scuola elementare Santo Sava che la comunità internazionale permetta
allo Stato serbo di mettere sotto controllo la situazione a Mitrovica. É
arrivato il momento che la Serbia chieda alla comunità internazionale che
le sue forze calmino la situazione, perché la comunità internazionale non vuole
o non è in grado di farlo. Gli incidenti del genere e la passività e
l’indulgenza della comunità internazionale non sono nell’interesse della
Serbia e il popolo serbo e allontanano il Kosovo dalla Serbia, ha dichiarato
Pantic.
Pristina:
nuove elezioni a Mitrovica si terranno il 17 novembre
06. 11. 2013. - 20:13
I risultati delle elezioni a tre seggi elettorali a Kosovska Mitrovica
settentrionale cono stati annullati, ha dichiarato il membro della commissione
elettorale del Kosovo Nenad Rikalo. Le nuove elezioni in questi seggi si
terranno il 17 novembre. La commissione ha stabilito che a tre luoghi a
Kosovska Mitrovica settentrionale le schede non potevano essere contate. Oggi
pomeriggio è iniziato lo scrutinio delle schede dei seggi dei comuni di
Leposavic e Zubin Potok, ha dichiarato Rikalo. L’agenzia Tanjug ha riportato
che nella commissione elettorale del Kosovo è stato raggiunto l’accordo
che il secondo turno delle elezioni amministrative si terrà il 17 novembre e che
questa decisione sarà confermata a una delle prossime riunioni. La
commissione elettotrale del Kosovo ha comunicato oggi che le elezioni sono
state annullate a tre seggi a Kosovska Mitrovica settentrionale, perché gli
estremisti hanno distrutto durante la votazione le scatole che contenevano
le schede.
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Mitrovica, voto ripetuto. Niente violenze, i dubbi restano
20/11/2013 - La ripetizione del voto amministrativo a Mitrovica nord, è stata accolta come un grande successo da UE e governo serbo. Bassa affluenza e pressioni sugli elettori, però, tengono vivi molti dubbi. Il servizio di Francesco Martino per il GR di Radio Capodistria [20 novembre 2013]
Si è tenuta senza incidenti domenica scorsa la ripetizione del voto amministrativo a Mitrovica nord , in Kosovo, dopo le violenze che hanno invalidato le elezioni del 3 novembre scorso.
Un dato accolto come un forte successo sia dall'Unione europea che dal governo di Belgrado, che puntavano alla partecipazione della comunità serba del nord del Kosovo, che dal 1999 di fatto non riconosce le autorità di Pristina, dichiaratesi poi indipendenti nel febbraio 2008, come elemento fondamentale per la tenuta degli accordi di normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo, firmato lo scorso aprile. Accordo che dovrebbe aprire i negoziati di adesione di Belgrado all'UE già il prossimo gennaio.
I segnali provenienti dalla ripetizione delle consultazioni, le prime che si tengono all'interno della cornice costituzionale del Kosovo, non possono però nascondere il permanere di forti elementi critici.
L'affluenza a Mitrovica si è fermata ad un'anemico 22%, un dato che difficilmente può essere letto come un “sì” dei serbi del nord agli accordi e alla propria integrazione nel sistema statale kosovaro. Secondo molte fonti Belgrado avrebbe esercitato forti pressioni, tra cui la minaccia di licenziamento per i dipendenti pubblici che non si fossero recati alle urne.
“Per arrivare all'obiettivo è stato utilizzato ogni mezzo, è mancata solo l'aviazione”, ha dichiarato Oliver Ivanović, il secondo più votato, che sfiderà al ballottaggio il prossimo 1 dicembre Krstimir Pantić, candidato della lista “governativa” voluta da Belgrado.
Ballottaggio ancora una volta delicato, che darà nuovi elementi per capire se la strategia di UE e governo serbo di “convincere” o “costringere” i serbi del nord al compromesso, sia la strada giusta per sciogliere il nodo che oggi blocca sia Kosovo che Serbia sulla loro strada europea.
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Lo
status del Kosovo e Metohija solo dentro la Risoluzione del Consiglio di
Sicurezza dell'ONU 1244
Scritto da Zivadin Jovanovic
Il globale interventismo della NATO può condurre a un confronto globale
di Zivadin Jovanovic Presidente del Forum Belgrado per un Mondo di Eguali
Questi sono alcuni dei punti dell' intervento introduttivo di Zivadin Jovanović, Presidente del Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali, all'Assemblea annuale dell'Associazione svoltasi il 14 dicembre 2013, a Belgrado.
Il problema dello status della provincia serba del Kosovo e Metohija rimane irrisolto, indipendentemente dai cosiddetti negoziati di Bruxelles. Una soluzione pacifica e duratura sarà possibile solo fornendo il pieno rispetto e l'attuazione della risoluzione Onu 1244 e della Costituzione della Serbia, garantendo entrambi questi atti la sovranità e l'integrità territoriale della Serbia. Il ruolo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel garantire una soluzione giusta e duratura, non può essere sostituito dal ruolo di qualsvoglia organizzazione regionale, che si tratti di UE, NATO, o qualsiasi altro. Solo le Nazioni Unite e la comunità internazionale hanno una legittimità, mentre il resto sono auto proclamazioni.
L'aggressione della NATO sulla Serbia ( RFJ ) del 1999 è stato un punto di svolta verso la globalizzazione dell' interventismo militare, i successivi recenti sviluppi quali la Siria, l'Iran e l'Ucraina, illustrano, ciasuno a proprio modo, un punto di svolta verso una multipolarizzazione dell'ordine mondiale. La multipolarità è importante perché abolisce il monopolio di un potere e apre uno spazio per il rispetto del diritto internazionale, dei principi fondamentali delle relazioni internazionali e per una democratizzazione delle relazioni internazionali. Sottolineare l'importanza della multipolarizzazione non ci deve portare a credere che una nuova tendenza positiva sia garantita automaticamente. E' una assoluta necessità che tutte le forze amanti della pace, intensifichino la cooperazione e il coordinamento reciproco nella lotta per lo Stato di diritto, il rispetto dell'uguaglianza sovrana degli Stati e per la democratizzazione delle relazioni mondiali.
La crisi mondiale ha colpito direttamente e in primo luogo i paesi più sviluppati, i paesi privilegiati, poi il resto. Coloro che sono di fronte al pericolo di perdere i loro privilegi, non rinunceranno facilmente. Come si vede, stanno cercando di trasferire l'onere della crisi che essi stessi hanno causato, al resto del mondo, soprattutto verso paesi che sono deboli militarmente, ma che sono ricchi di energia e di minerali strategici, o appartengono a importanti regioni geostrategiche. La NATO è ancora una volta il pugno di ferro dei privilegiati, del capitale corporativo multinazionale.
Il mondo di oggi, è molto diverso dal periodo degli anni novanta del secolo scorso. Cina, Russia, India, tutto il Sud America, molti altri paesi e regioni del mondo, sono cresciuti molto più velocemente dell'Occidente, sia economicamente che in molti altri aspetti, anche nella difesa. E 'chiaro che questi paesi, alcuni dei quali sono diventati attori globali imprescindibili, non accettano la dittatura nelle relazioni mondiali, e le palesi interferenze negli affari interni e l'interventismo militare.
Pertanto, la strategia di usare il potere militare, di globalizzare l'interventismo militare al fine di controllare e soggiogare il resto del mondo per mantenere i privilegi, è sempre più chiaramente a confronto con una resistenza dei paesi. Il mondo è sul punto di, o trovare un modo pacifico di fermare l'interventismo militare imperialista, in nome del capitale industriale militare e finanziario monopolistico, o ditrovarsi di fronte a un duro confronto globale.
All'Assemblea annuale del Forum Belgrado hanno partecipato soci e amici, tra i quali il segretario esecutivo del Consiglio Mondiale della Pace, Iraklis Tsavdaridis, il Vescovo della Chiesa Ortodossa Serba Irinej Bulovic, l'Ambasciatore iraniano Majid Fahir Pour, diplomatici di alto rango da diverse altre ambasciate, rappresentanti di associazioni civiche, tra cui associazioni studentesche delle università di Belgrado e Banja Luka, associazioni serbe della provincia del Kosovo e Metohija e altri. Nessun rappresentante ufficiale di strutture governative erano presenti, anche se, come sempre, erano stati invitati .
Traduzione di Enrico Vigna per Forum Belgrado per un Mondo di Eguali - Italia